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Roberto Bianchindi Francesco Mocellin
A distanza di qualche settimana ci piace ricordare alcuni elementi caratterizzanti la seconda edizione dell’evento voluto da Paride Orfei, dalla sua famiglia al completo e dal suo staff, evento giustamente chiamato “Memorial” per la sua natura di omaggio in senso ampio alla figura di Nando Orfei.
Una festa
Condividiamo senz’altro la scelta di strutturare la manifestazione come una festa piuttosto che come un vero e proprio festival competitivo anche se al termine sono stati assegnati dei riconoscimenti ai giovani artisti. Possiamo testimoniare di come il clima festoso abbia permeato la “due giorni” di Peschiera Borromeo.
In questa fase della storia l’universo circense è costellato da una pletora di competizioni più o meno tali – fenomeno che meriterebbe un’analisi approfondita sul quale vorremmo tornare – e un’ulteriore kermesse avrebbe rischiato di aggiungersi semplicemente alla lista. Oggi gli eventi promozionali dell’arte circense devono coltivare un’identità precisa per avere un significato, per non limitarsi a riprodurre l’impostazione classica del festival competitivo nata col Festival di Monte-Carlo oltre cinquant’anni fa.
Leggi tutto: MEMORIAL NANDO ORFEI, LA FESTA DEL GIOVANE CIRCO
Alcuni capi indossati da personalità dello spettacolo restano icone materiali di un’eredità artistica indimenticabile. E quelli di Moira Orfei, di cui ricorre il 15 novembre il decimo anniversario della morte, assumono un potere simbolico libero ed eccentrico.
DI SAMUELE BRIATORE
14 novembre 2025
Moira Orfei, di cui ricorre il 15 novembre il decimo anniversario della morte, aveva un guardaroba e un archivio che la moda non deve perdere
Moira Orfei, che si è spenta il 15 novembre 2015 a 84 anni, non aveva bisogno di una passerella per essere una diva. Le bastava un turbante, un sorriso e la certezza che ogni gesto potesse diventare spettacolo. A dieci anni dalla sua scomparsa, il suo stile resta impresso nella memoria collettiva come un archivio vivente di femminilità, teatralità e libertà. Ed è proprio di archivi che dovremmo parlare: perché la sua storia mostra quanto sia urgente proteggere la memoria materiale della moda, non solo nelle maison, ma anche nelle vite di chi ha saputo trasformare l’esistenza in una forma d’arte.
Leggi tutto: Moira Orfei e il suo guardaroba sono l’archivio che la moda non deve perdere
Il padre del nostro socio milanese Antonio Cecere, Nicola, è mancato nella giornata di ieri.
Si tratta di un anno particolarmente infausto per l’Amico Antonio che lo scorso marzo aveva perso anche la madre.
La famiglia De Rocchi, dopo la lunga esperienza con il Circo Medrano, nell’ultimo ventennio si è concentrata sui parchi di divertimento, creandone diversi. Pur avendo all’interno dei parchi spettacoli con artisti circensi, non si era più cimentata in un vero e proprio circo itinerante. Già da gennaio di quest’anno erano uscite le prime notizie che si sarebbero ributtati in questa avventura. Inizialmente sembrava un progetto limitato a Firenze durante il periodo natalizio, ma con il passare dei mesi è stata annunciata una tournée che toccherà quattro piazze (Milano, Torino, Livorno e Firenze) con ben due spettacoli.
Quello presentato a Milano, che ha debuttato venerdì 14 novembre, verrà successivamente proposto a Livorno (in un palazzetto) e a Firenze (anch’esso in un palazzetto), mentre lo spettacolo di Natale a Rivoli (Torino) sarà nuovamente sotto tenda e sarà composto da un’altra compagnia, sempre con alcuni artisti ucraini e alcuni numeri con animali.
Alice ed Ellen Kessler tra Martin Lacey Jr. e Lorenzo David Carnevale in una foto del 2022 al circo Krone
di G. Rossi
Alice ed Ellen Kessler, tra le più amate protagoniste del varietà europeo, sono morte il 17 novembre 2025 nella loro casa di Grünwald, vicino a Monaco, all’età di 89 anni. Le due sorelle, inseparabili per tutta la vita, avevano pianificato insieme la loro uscita di scena, secondo quanto riferiscono le fonti tedesche.
Nate in Sassonia nel 1936, le Kessler conquistarono il pubblico internazionale fra teatro di rivista, televisione e musica, diventando un simbolo di eleganza e professionalità. Dalla Germania alla Francia, dall’Italia agli Stati Uniti, hanno incarnato per decenni l’immagine stessa della grande soubrette europea.
Leggi tutto: Addio alle gemelle Kessler: icone dello spettacolo legate al mondo del circo
Scaramacai era il pagliaccio dalla maglia a righe e il sorriso triste, il clown amato dai bambini che negli anni ‘50 e ‘60 potevano vedere il programma nazionale RAI. Era impersonato da Pinuccia Nava, nipote, figlia e sorella d’arte: il papà era Giuseppe Ciocca detto “Brugnoletto”, comico di cafè chantant, conosciuto in arte come “il re della pernacchia”; la madre Giorgina Nava proveniva da una famiglia circense (il nonno di Pinuccia era infatti proprietario di un circo).
Aveva tre sorelle che, frequentando fin da piccole, teatri, cabaret e circhi non potevano che diventare artiste di avanspettacolo, di riviste e di varietà. Pinuccia era l’anziana delle sorelle, Diana, Lisetta e più tardi Tonini, che negli anni ’40 lavoravano nel teatro di varietà con Totò, Wanda Osiris, Aldo Fabrizi. Facevano un numero di un’ora: Pinuccia era la comica, imitava il violino, Diana era la soubrette, Lisetta la ballerina, ballavano il tip tap.
Ricordo con precisione quando fui raggiunto dalla notizia della morte di Moira Orfei: era il 15 novembre, domenica mattina e stavo consumando il rito dell’aperitivo in compagnia di amici.
Sono passati dieci anni da quando, quel 15 novembre 2015, Moira Orfei ha lasciato questa vita terrena. Una giornalista di Famiglia Cristiana una volta la definì “Una donna di ferro vestita di lustrini”. E una amica giornalista, in occasione della permanenza nel 2005 nella mia città del Circo di Moira Orfei, dopo un’intervista con la mitica Moira, così scriveva:
“Dagli anni sessanta, da quando cioè Moira Orfei ha presentato per la prima volta il suo spettacolo circense, mai e poi mai le è passato per la mente che qualcuno la potesse fischiare.
Debutto oggi all’Idroscalo di Milano per il Circo di Stato dell’Ucraina, che ha portato sotto il grande chapiteau uno spettacolo capace di unire poesia, tecnica e un forte messaggio di resilienza. Lo show delle 16:30 ha presentato numeri acrobatici di grande livello, con artisti provenienti da diverse regioni ucraine impegnati in evoluzioni aeree, esercizi di equilibrio e coreografie di grande impatto visivo.