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di Massimo Malagoli

MANIFESTODal 7 al 12 gennaio si è svolta la 16ª edizione del Festival Internazionale del Circo di Budapest, appuntamento che ha coinciso con il trentesimo anniversario dalla fondazione della manifestazione. Nato nel 1996 e organizzato con cadenza biennale, il festival ungherese è oggi uno dei punti di riferimento più solidi e riconosciuti del panorama circense internazionale. Un percorso iniziato in un’epoca in cui la selezione dei numeri avveniva tramite cassette VHS, ben prima della diffusione di Internet, e che negli anni ha accompagnato l’evoluzione artistica e produttiva del circo contemporaneo.

Il festival fu creato da István Króstof, che ne ha seguito lo sviluppo per numerose edizioni, affiancato successivamente dal figlio Krisztián Króstof. Tra il 2014 e il 2015 la direzione passò a József Richter, mentre dal 2016 la guida della manifestazione è affidata a Péter Fekete. Sotto la sua direzione, il festival ha ulteriormente consolidato il proprio profilo internazionale, rafforzando anche il legame con il circo stabile di Budapest, che nel 2026 celebra 55 anni dalla sua inaugurazione, grazie a una programmazione stagionale continua e articolata.

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Una visione simbolica

Lo slogan scelto per questa edizione, “Budapest, la locomotiva delle arti circensi”, sintetizza la visione della direzione artistica. Nella presentazione ufficiale, Fekete ha sottolineato il parallelismo tra lo sviluppo delle ferrovie e quello delle arti circensi: entrambi nati grazie alla visione, alla dedizione e all’assunzione di rischi da parte di generazioni capaci di immaginare il futuro. Un concetto reso visibile anche sul piano scenografico, con l’opening di ogni serata affidato a una locomotiva, dalla quale fanno il loro ingresso tutti gli artisti in concorso.

Il programma di selezione “Rosso”

Tra i programmi di selezione proposti, il “Rosso” ha offerto uno spettacolo equilibrato e di alto livello tecnico. L’apertura è stata affidata al numero di verticali di Gabriel Dell’Acqua, autore di una prova solida ed elegante, eseguita quasi interamente su un solo braccio e arricchita da passaggi di notevole difficoltà. Attivo in pista fin dall’infanzia, l’artista conferma un percorso già significativo e in costante crescita.

Tra le esibizioni più apprezzate figura quella della China National Acrobatic Troupe, che ha presentato un numero di salti nel cerchio caratterizzato da una coreografia moderna, elegante e originale, capace di distinguersi dalle proposte più tradizionali viste negli ultimi anni.

Di grande impatto anche il numero al palo aereo di Katerina Kornieva, che ha colpito per la qualità tecnica, la sicurezza esecutiva e la naturalezza con cui affronta anche i passaggi più complessi. Dopo il primo premio conquistato a Latina nel 2025, l’artista si è confermata tra le protagoniste più attese anche sul palcoscenico di Budapest.

Buona prova per i russi “Venice Carnival”, protagonisti di un articolato numero al trampolino che combina salti al tappeto, arrivi sui piedi del porteur, passaggi ispirati ai giochi icariani e spilli alla barra russa sostenuta con i piedi. Già premiati con l’argento al Festival di Girona, hanno mostrato una maturazione evidente sia sul piano tecnico sia su quello artistico.

Originale e ben costruita la proposta del “Duo Up’n Down”, coppia svizzero-francese impegnata al palo fisso. Costumi, scivolate e coerenza coreografica hanno valorizzato un numero che ha già trovato spazio in diversi varieté tedeschi e nella tournée del Circo Monti nel 2025.

In crescita anche il mano a mano del duo etiope “Sabawian”, già noto al pubblico europeo per la partecipazione alla 3ª edizione del Salieri Circus Award. Il numero evidenzia i progressi della scuola circense etiope, con passaggi di forte impatto visivo, tra cui la salita sulla scala con la partner mantenuta in equilibrio esclusivamente grazie alla presa dei denti.

Il programma “Rosso” comprendeva inoltre il numero al monociclo di Kelly Folco (già visto in Gravity Circus 2024/25), con attrezzi di diverse altezze fino a superare gli otto metri, la performance aerea multidisciplinare della brasiliana Gabriela Moura Brentan, una classica esibizione alle pertiche degli uzbeki “Aliens Infinity”, oltre a due numeri cinesi: uno con piattini in equilibrio e uno al trapezio doppio.

A completare il quadro artistico della serata, anche un numero con animali: una routine con sei lama, presentata dal tedesco Tobias Schandel, collaboratore di lunga data di René Casselly, oggi impegnato nella gestione di un proprio parco in Ungheria.

A distanza di alcune settimane dalla conclusione della manifestazione, il programma di selezione “Rosso” si conferma come uno dei momenti più rappresentativi della 16ª edizione del Festival Internazionale del Circo di Budapest, offrendo uno spettacolo vario e ben strutturato, capace di mettere in dialogo tradizione circense e ricerca artistica contemporanea.

Nel corso del festival sono stati presentati anche il programma “Verde” e il “White”, lyrical late night show, ai quali saranno dedicati prossimi approfondimenti, insieme a un servizio sul saggio della scuola di circo Maciva.

 

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