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di Francesco Mocellin

1aDa diverse stagioni assistiamo al diffondersi di una pletora di festival di circo o presunti tali: vere competizioni o semplici galà camuffati spuntano ovunque nel mondo, organizzati con le modalità e dai soggetti più disparati. Questo fenomeno, sempre più evidente pure ad un osservatore distratto, si sta verificando anche in paesi che non avevano conosciuto prima questa tipologia di eventi e ciò perché l’etichetta “festival” – sulla scia di quello di Monte-Carlo - attira e qualifica in qualche modo l’offerta di circo agli occhi degli spettatori.

In questo panorama sono pochi i festival con chiare identità e peculiarità, per il taglio estetico scelto o perché si rivolgono ad una precisa tipologia di artisti. Tra questi va annoverato senz’altro il “Festival Internacional del Circ Elefant d’Or” che si tiene nella città catalana di Girona e che è giunto alla quattordicesima edizione grazie alla tenacia e al lavoro in profondità e multidirezionale svolto dai promotori Genis Matabosch e Joan Mompart con la loro “Circus Arts Foundation”.

Le caratteristiche della competizione sono note essendo riservata esclusivamente alla partecipazione di artisti che mai si sono esibiti in precedenza in Europa Occidentale. Si tratta di un criterio particolarmente selettivo ma che è sempre stato rispettato dai fondatori e ciò ha permesso l’esplorazione di mercati poco frequentati solo fino a pochi anni fa come quello sudamericano, un tempo conosciuto quasi esclusivamente per le troupe di trapezisti volanti o per i “daredevils” al filo alto o alla “ruota della morte” mentre a Girona abbiamo visto all’opera artisti provenienti da quell’area cimentarsi in molte specialità, dalla jonglerie ai giochi icariani. Il festival catalano ha pure prestato grande attenzione agli importanti sviluppi dell’arte circense in Africa senza dimenticare l’area delle ex Repubbliche asiatiche dell’U.R.S.S.. Infine, non possiamo dimenticare che l’organizzazione – molto opportunamente - non ha mai escluso gli artisti russi anche dopo le vicende belliche del febbraio 2022.

Proprio dalla Russia, in rappresentanza del celebre Circo Nikulin”, è arrivato il duo “Smuglyanka” alla corda aerea che si è aggiudicato uno dei tre ori assegnati dalla giuria, quello probabilmente più significativo, oltre al premio dell’immagine. I due artisti – Mariia Andreeva (la ricordiamo a Monte-Carlo 2002 in solitaria alla corda per la regia di Alexander Grimailo) e Egor Sukhorukov – mirabilmente coreografati da Evgenii Shestov, hanno dato vita a una performance emozionante per impatto emotivo e per qualità tecnica, accompagnata da una canzone tradizionale che ha trascinato il pubblico.

WhatsApp Image 2026 03 05 at 082637Un altro “Elefant d’Or” è andato al sorprendente diciottenne Dmitry Lazarte – argentino di madre russa – che ha presentato un’esibizione al rullo oscillante ricca di passaggi mai visti prima quanto a difficoltà, sdoganando di fatto una specialità considerata sovente quasi minore - mentre il terzo oro se lo sono aggiudicati i cileni “Los Maluendas” per la performance al trapezio volante “criss cross” arricchito dal quadruplo di Diego. Tra i meriti di Genis Matabosch vi è anche quello di aver portato nel nostro continente nel corso degli anni alcune tra le più straordinarie troupe di trapezisti che poi hanno partecipato ai Christmas Circus più prestigiosi.     

Tra gli argenti ha destato notevole impressione il delicato adagio acrobatico del Duo AnVi i cui componenti avevano fatto parte della troupe Bingo nell’edizione 2020 del Festival di Monte-Carlo oltre che nelle stagioni 2023/2025 del Circo Nazionale Svizzero Knie.

Altri argenti sono andati alla troupe mongola alle bascule Tengri – notevoli gli esercizi, tra cui un arrivo in sesta colonna, ma con qualche imprecisione di troppo – e alla classica sospensione alle cinghe dei vietnamiti del Duo Love. Il Vietnam ha celebrato settant’anni dalla fondazione del circo nazionale inviando una numerosa compagine: oltre al Duo Love, abbiamo applaudito il quartetto “Du Non” (bronzo per loro) con un’originale fantasia aerea ispirata al tipico copricapo “non la” e le “Woman Warrior” con una notevole prestazione al trapezino con spade e pugnali in equilibrio (premio C.A.de.C. a loro). Due ulteriori bronzi hanno visto l’assegnazione all’innovativo numero di palo aereo dei russi “In Flow” e al classico “mano a mano” scolastico del duo brasiliano Vibraz.    

Anche la comicità è stata di marca sudamericana con la piacevole routine dell’argentino Moroco e col quartetto di giovani Caballero “Los Polemicos” che purtroppo hanno riprodotto molti dei difetti della clownerie dell’America Latina iperstimolando il pubblico all’applauso forzato durante la loro apparizione. 

Esclusi completamente dal palmarès, forse in modo troppo severo, i tre numeri provenienti dalla Cina presenti al festival, precisamente dalle province di Shaanxi e di Jiangsu, rispettivamente con un lancio di tazze in equilibrio sul rullo, con l’antipodismo con ombrellini e con una combinazione effettivamente infelice e molto macchinosa di salti alla bascula e al trampolino elastico sospeso.

Premio del pubblico ai due icariani etiopi Ase brothers capaci di notevoli passaggi, alcuni dei quali col porteur che ha impiegato una sola gamba ma troppo naif nello stile.

WhatsApp Image 2026 03 05 at 082635Anche questa quattordicesima edizione conclusasi lo scorso 1° marzo sarà ricordata, tra l’altro, per il consolidarsi della tendenza a concepire numeri aerei che prevedono l’utilizzo delle cinghie, delle sospensioni capillari e le prese coi denti.

Una menzione speciale, per chiudere, per la “Paris Circus Orchestra” diretta da Pierre Pichaud che garantisce un atout che valorizza ogni numero e qualifica ulteriormente il festival. Ottima la presentazione precisa ed essenziale del padrone di casa Genis Matabosch così come la collaudata regia di Patrick Rosseel.

I numeri del festival: 24 numeri, 75 artisti da 16 paesi e circa 27.000 spettatori presenti complessivamente.

La prossima edizione della kermesse – la quindicesima - sarà quella del giubileo e sicuramente sarà all’altezza delle aspettative.

 

IMG 20260301 WA0008Christian Hamel, presidente del Club du Cirque francese; il leggendario Dr. Alain Frère; il regista russo Alexandre Grimailo e Francesco Mocellin