di Paolo Casanova (Carillon)
Paolo Casanova in arte Carillon
Un clown e un cane bassotto di plastica e sogno, nato nel 1971, quando la Sebino, la "bambola Italiana nel mondo" famosa per Cicciobello, si unì in collaborazione al "Circorama" di Liana, Nando e Rinaldo Orfei per dargli vita.
Ispirato a un vero Clown, Amleto Cagna, che di quella poesia Circense e Felliniana era l'anima viva e malinconica.
Avevo sei anni.
Leggevo il "Corriere dei Piccoli" e "Topolino" miei giornalini preferiti.
Un giorno, tra le pagine profumate d'inchiostro, apparve la pubblicità di quel bambolotto.
Fu un lampo. Un colpo al cuore.
Un piccolo clown accompagnato dal suo cagnolino che mi guardava e, in silenzio, mi diceva: “vieni con me”.
Il circo, la magia, il naso rosso, la malinconia dietro un sorriso dolce e malinconico di quel clown e il suo bassotto, mi affascinavano da sempre.
Ma “Cico e Bum” era un sogno troppo grande per un bambino di quegli anni: costava troppo e non si trovava ovunque, solo alcuni negozi più importanti lo esponevano, oppure lo si poteva scorgere al circo stesso dove si vendeva o si vinceva alla lotteria.
Pensate! Un bambolotto di quel tipo come premio al circo... a quei tempi, il circo era davvero un regno!
Anche Topolino e il Corriere dei Piccoli lo offrivano come premio nei loro giochi a Quiz, bastava spedire una pagina compilata giocando, per poterlo vincere, ma per me fu impossibile, mai arrivata risposta...
In concomitanza, nasce anche un 45 giri della Durium Edizioni Musicali cantata da Loretta Goggi, una favola cantata con filastrocca.
Questo vinile era solo in dotazione insieme al bambolotto col suo amico bassotto. Nel circo veniva messo in sottofondo durante la lotteria e Amleto lo consegnava al vincitore.
Così, “Cico e Bum” restò per anni una figura sospesa nei miei sogni.
Conservo ancora le lettere scritte a Babbo Natale, con la speranza che, un mattino, lo avessi potuto trovare lì, sotto l'albero di Natale ma invano...
Poi, mezzo secolo dopo, il destino ha deciso di restituire questo mio sogno infranto.
Internet è arrivato come una lanterna e io mi sono rimesso sulle sue tracce: Ho cercato, raccolto, ritrovato.
Oggi sono un collezionista di quella memoria: conservo varianti, fondi di magazzino, piccoli tesori dimenticati.
Come in una favola che si chiude in cerchio, ho avuto la fortuna e l’onore di conoscere la famiglia Orfei — Nando, Anita e i loro figli Ambra, Paride e Gioia — e anche i parenti più stretti della famiglia Cagna: Ginetto, figlio di Amleto, e sua moglie Rosita Pani, da cui sono nati “Cico e Bum”.
Mi hanno raccontato i retroscena, la magia del 1971, l'incontro tra Sebino e il Circorama degli Orfei e il meraviglioso Clown Amleto Cagna.
Alcuni anni fa ebbi il piacere di sentire Amleto al telefono, promettendomi di andarlo a trovare ma non ho fatto in tempo, è diventato un angelo...
da allora con gli Orfei collaboro ancora come se quel filo di sogno non si fosse mai spezzato perché tutto è cominciato da lui, da un piccolo Clown e il suo bassotto che, senza saperlo, mi hanno indicato la strada.










