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di Roberto Bianchin

GPMILANO- Trovi circo dappertutto. Non bsstava il Circo-Teatro. Adesso c'è anche il Circo-Discoteca. Per la precisione, la discoteca che in un tentativo di resurrezione prova a trasformarsi in un circo (che almeno è più divertente). L'ultima trovata porta la firma di Gabry Ponte, il più famoso tra i disc jockey italiani, che l'ha battezzata "Circotron".

Si tratta di uno spettacolo in cui le arti circensi si mescolano alla musica dance, che verrà testato in un mini tour nei palazzetti di Bologna, Torino, Roma e Milano tra febbraio e marzo del prossimo anno. Ponte ne ha dato un assaggio nel corso del suo concerto del 27 giugno scorso allo stadio di San Siro in un tripudio di suoni, di luci, fuochi veri e d'artificio, e acrobati che zompano sul palco e volano dappertutto appesi a bizzarri marchingegni.

Quasi una moderna corte dei miracoli, la definisce il dj, che parla di "un'avventura visiva e sensoriale in cui le performance dei migliori artisti del mondo diventano parte integrante dello spettacolo trasformandosi in scenografie mobili che si muovono al ritmo delle più celebri hit".

L'impressione è quella di un universo estetico a metà tra il fantasy e lo steampunk, con molti richiami al Soleil, che viaggia sospeso tra suggestioni gotiche e atmosfere fantascientifiche. Probabilmente molti puristi storceranno il naso. Più che legittimo. Del resto, che piaccia o no, il circo cambia. Come cambiano i tempi e le mode, come cambia il mondo. Se il circo non si rinnova "è destinato a morire", ammoniva in tempi non sospetti Nando Orfei.

Già notava cambiamenti profondi, in uno dei suoi interventi più recenti, il Presidente di questo Club, Francesco Mocellin, che dai suoi osservori privilegiati dell'European Circus Association e della Federation Mondiale du Cirque, rimarcava la rarefazione dei complessi itineranti e per contro la proliferazione dei festival (più o meno credibili, ma questo è un altro discorso). Basta guardare quest'estate. Cito a caso e a memoria, scusandomi per chi ho dimenticato: Mirabilia, Summer Claps, Exit, Circonferenze, Vertigo Summer Festival, Sul filo del circo, Circonauta, Clown & Clown, Muja Busker Festival, Funambolika, Strabilio, Finc Summer Edition, Fontanincanto, Friku Festival, Oscillante, Scenika Festival, Tendenza Clown...

Che siano modesti, dignitosi o talora persino meravigliosi (che poi è sempre questione di opinioni, e tutte sono lecite quando espresse civilmente), è comunque un segnale di vitalità delle arti circensi.

Vuol dire che si continuerà a fare circo in mille modi diversi. E tutto potrà cambiare. Solo una cosa non cambierà mai: il salto mortale di un acrobata rimarrà sempre il salto mortale di un acrobata. Sotto ogni cielo e a dispetto di ogni moda. Tutto il resto, per fortuna, sparirà.