di Francesco Mocellin
Lo chapiteau del Cirque du Soleil nellOld Port di MontrealNon è una novità che il Quebec – e Montreal in particolare – sia divenuta un’area ad alta densità circense, con particolare riferimento al circo contemporaneo (per quanto vago e impalpabile sia il significato di questa categorizzazione).
Montreal, principale citta’ della regione, è la sede legale, amministrativa ed operativa del “Cirque du Soleil”, come noto, e dalla metropoli francofona (la maggiore del mondo dopo Parigi) partono le nuove produzioni del colosso della IIe Avenue. Non solo, tutti gli anni – a primavera e fino ad agosto inoltrato – l’area dell’Old Port ospita il “Grand chapiteau” con uno degli spettacoli in tour. Ormai si tratta di un evento che viene calendarizzato persino sulle guide turistiche reperibili ad uso dei turisti.
Quest’anno è toccato al ritorno dello show “Echo” – programmato dal 21 maggio e prorogato fino 16 agosto – di cui abbiamo già parlato su queste pagine in occasione della premiere di tre anni orsono (https://amicidelcirco.it/it/212-recensioni/recensioni-estero/3881-un-echo-verso-il-futuro.html ) e che debutterà in Europa proprio a Milano il 6 maggio del prossimo anno.
Ma il Cirque non si limita a questo e arricchisce ulteriormente il panorama della regione: ogni anno, dal 2015, una specifica produzione denominata “Hommage” viene concepita in onore di un artista del Quebec e programmata per un mese circa esclusivamente nella citta’ di Trois-Rivieres, collocata sulla riva Nord del fiume San Lorenzo, a meta’ strada tra Quebec City e Montreal. In questo caso e’ toccato a Jean Luloup essere celebrato, un cantautore molto apprezzato soprattutto a cavallo degli anni ‘80 e ’90 per la vena anticonvenzionale e surrealista che ha alternato canzoni malinconiche ad altre piu’ brutalmente rock, espressione locale di una sorta di maledettismo libero e poco classificabile
La coreografia di apertura di Paradis PerduLo spettacolo intitolato “Paradis perdu” - presentato nella suggestiva cornice di un anfiteatro coperto che guarda alla baia - coinvolge ventisette artisti diretti da Marie-Eve Milot e tratteggia la carriera dell’ “enfant fou’ Leloup attraverso una successione di quadri che permettono la presentazione di diverse performance circensi di ottimo livello. La prima parte privilegia i pout-pourri di discipline dove brilla la trovata del giocoliere con tre braccia interpretato da Matia Ruiz Del Rio. Molto piu’ riuscita la seconda tranche dello spettacolo, sia per impatto emotivo che per le scelte musicali e la qualita’ delle performance circensi prescelte. Tra queste risaltano particolarmente le evoluzioni alle cinghie aeree di Guillaume Paquin e Arthur Morel Van Hyfte, l’ottimo duo polacco alle pertiche “Lusesita & Matteo”– di impostazione classica assimilabile alla celebre accoppiata degli Stauberti - e il numero mozzafiato alla “scala mosca” di Super Silva jr. cui spetta la chiusura della rappresentazione prima del quadro finale.
Non va dimenticato che Montreal e’ anche la sede della prestigiosa Ecole National du Cirque e della “Tohu”, ovvero la Cite’ du Cirque il cui edificio – invero un po’ tetro – ospita una vasta programmazione di circo contemporaneo (la celebre compagnia del Cirque Eloize presentera’ “iD – Evolution” il prossimo autunno).
Ma nel Quebec trova spazio anche il circo classico che nel caso di specie e’ rappresentato dal “Cirque Mondial” prodotto e diretto dal francese Maxime Kerboua, conosciuto per uno degli spettacoli natalizi allestiti nella regione di Parigi e per aver creato il Festival International du Cirque de la Val de Loire” cui hanno partecipato anche i nostri Flavio e Bruno Togni oltre a Gianni Fumagalli. In Quebec il produttore francese offre un tipico spettacolo per famiglie basato su artisti cubani, francesi e portoghesi che propongono contorsione, verticalismo, salti alla corda, mano a mano, hula-hoop, tessuti aerei ma che vede tra i protagonisti gli italiani Denny e Fabio Caroli, rispettivamente con le riprese comiche e le evoluzioni alla corda volante.
Come si puo’ vedere, c’e’ molto circo nella “Belle Province” canadese.
Un momento dello spettacolo Paradis perdu
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Francesco Mocellin con Maxime Kerboua



















