di ROBERTO BIANCHIN
VENEZIA – Accadrà qualcosa di raro la prima domenica di settembre sulle acque della laguna. Perché portare un documentario sul mondo del circo ad uno dei più importanti appuntamenti culturali del mondo, come la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, non è proprio un evento abituale. Ma ha tutti i crismi dell’eccezionalità. Quasi un piccolo miracolo, che illumina di una luce calda e potente la pista del più grande spettacolo del mondo.
Per questo acquista un sapore tutto particolare la presentazione del docufilm “Anita delle Amazzoni” dedicato a una leggenda del circo come Anita Gambarutti Orfei, e firmato dal regista Piero Fontana, allievo di Tinto Brass, e da chi scrive queste note, in programma domenica 6 settembre alle ore 10.30 nella Sala Laguna del Lido di Venezia, nell’ambito delle “Giornate degli Autori”. Un traguardo non semplice da raggiungere, che è stato correttamente definito “di portata storica” per il mondo del circo, dal momento che assume il significato di un riconoscimento prestigioso del valore culturale delle arti circensi.
Il merito va anzitutto a chi questo film ha fortemente voluto in occasione dell’ottantacinquesimo compleanno di Anita Orfei, vale a dire la società produttrice “Circo dei Sogni Entertainment” di Paride Orfei, figlio di Anita e Nando Orfei, fratello di Ambra e Gioia, tutti rinomati artisti circensi. Paride Orfei è Presidente della scuola di arti circensi “Academy Circus” del Piccolo Circo dei Sogni di Peschiera Borromeo, alle porte di Milano, da lui stesso fondata vent’anni fa.
Ma i meriti, come in tutte le imprese che contano, sono molti e condivisi. Perché non bastava che qualcuno facesse un film, bisognava che qualcuno ci credesse, per dargli le ali per volare. E ci ha creduto nientemeno che uno dei più autorevoli critici cinematografici italiani, quel Carlo Gentile che ha ricoperto a lungo incarichi dirigenziali in Rai ai massimi livelli, come nel Sindacato Nazionale dei Critici Cinematografici. Ma ci hanno creduto, forti del suo parere, anche i vertici della Fondazione “La Biennale di Venezia” che organizza la Mostra del Cinema, e i dirigenti dell’Associazione Culturale “Giornate degli Autori” che ogni anno propongono il meglio del cinema italiano, e che hanno inserito il film di Anita nel loro programma di questa edizione.
Non è un caso dunque che sia lo stesso Carlo Gentile a condurre la presentazione dell’opera, e ad ospitare relatori illustri, di altissimo livello, come il Direttore di Rai Documentari, Luigi Del Plavignano, il Presidente dell’Associazione Nazionale Esercenti Spettacolo Viaggiante, Ferdinando Uga, e l’operatore culturale Marino Sartori, Direttore Relazioni Esterne del Memorial NandOrfei, al cui infaticabile lavoro si deve gran parte del buon esito dell’operazione.
“Anita delle Amazzoni”, parafrasando il titolo di una delle più grandi produzioni degli Orfei negli anni Settanta, infatti non è soltanto un gentile omaggio ad una grande artista, ma vuol essere un sentito omaggio alla storia del circo italiano di qualità, alle sue celebri famiglie, ai suoi eterni valori, raccontato attraverso le vicende della protagonista. Senza retorica né nostalgia. Al contrario. Guardando al futuro con grande passione.



