Stampa

WhatsApp Image 2026 09 06 at 213148 3Carlo Gentile con Anita OrfeiQUANDO IL CIRCO ARRIVA SULLO SCHERMO

ANITA ORFEI STAR ALLA MOSTRA DEL CINEMA

di Luca Alfonsi

LIDO DI VENEZIA – Quando si sono accesi i riflettori, il palcoscenico della Sala Laguna, sede delle “Giornate degli Autori” alla Mostra del Cinema, si è trasformato come per magia nella pista fascinosa di un circo. Un circo di una volta, di quelli veri. Perché sullo schermo, come dal vivo, in sala, si scorgevano, da Anita a Paride a Gioia, i volti dei veri Orfei, che con il mondo del cinema hanno sempre intessuto rapporti stretti, a iniziare dal legame con Federico Fellini che volle Nando Orfei, marito di Anita, in tre dei suoi film: quell’Amarcord che vinse l’Oscar, “I Clowns” dedicato al mondo del circo, “E la nave va”.

Ed è lo stesso Fellini a raccontare il suo giovanile incantamento per questo mondo fantastico nel documentario “Anita delle Amazzoni” ideato e diretto dal giornalista e scrittore Roberto Bianchin per la regia di Piero Fontana, documentarista e film maker, e prodotto da “Circo dei Sogni Entertainment” di Paride Orfei, figlio di Anita e Presidente della scuola di arti circensi “Piccolo Circo dei Sogni”, che ha composto anche la colonna sonora. Anita racconta di Fellini, amico di famiglia, e delle sue incursioni notturne al circo affamato di tortellini e ingolosito dai grandi seni di Senetta, la loro cuoca romagnola. E attraverso il racconto della sua vita e della sua famiglia dipinge, come in un grande affresco, la grande stagione del circo italiano del Novecento.

WhatsApp Image 2026 09 06 at 213148 1Roberto BianchinIl film è un tributo a una leggenda del circo italiano come Anita Orfei, acrobata, cavallerizza, addestratrice, direttrice e imprenditrice circense, che in occasione del suo ottantacinquesimo compleanno ha aperto alla macchina da presa le porte di caravan e luoghi finora mai svelati. Carlo Gentile, principe dei critici cinematografici, una prestigiosa carriera ai vertici Rai, tra uno spezzone e l’altro del film conduce il dibattito con grazia e maestria, portando lo spettatore alla scoperta di un mondo non da tutti conosciuto. Uno di quei mondi ai quali promette grande attenzione il Direttore di Rai Documentari Luigi Del Plavignano, tra i relatori al dibattito: “Il nostro compito è trasformare ogni documentario in uno strumento di educazione al senso civico e di conoscenza della diversità. Una forma di cittadinanza audiovisiva”.

L’autore del film, Roberto Bianchin, ha detto che il film si inserisce in un progetto più ampio di diffusione della cultura circense, di cui ha anticipato le tappe principali il Direttore Relazioni Esterne del Memorial NandOrfei, Marino Sartori, annunciandone la proiezione domenica 11 ottobre alla Biblioteca Comunale di Peschiera Borromeo, alle porte di Milano, mentre il regista Piero Fontana ha parlato del rapporto degli artisti circensi con la macchina da presa.

WhatsApp Image 2026 09 06 at 213148Carlo Gentile co Luigi Del PlavignanoAlla presentazione ha inviato un gradito messaggio il Presidente del Club Amici del Circo, l’avvocato Francesco Mocellin, che è anche Vice Presidente dell’European Circus Association e Consigliere della Federation Mondiale du Cirque: “Da anni il circo classico, con particolare riferimento all’Italia, soffre di un processo di marginalizzazione che passa attraverso la negazione delle aree o l’assegnazione delle stesse in zone degradate della città da parte delle amministrazioni locali. Ma passa ancora di più attraverso una sorta di bando, di “conventio ad escludendum” di natura culturale che ha progressivamente relegato il circo a spettacolo per bambini nelle ipotesi più favorevoli. Questo processo di “cancel culture” finisce per spingere al ribasso le potenzialità del circo di tradizione soffocandone sovente la ricchezza e le potenzialità espressive. In questo quadro non possiamo che accogliere con soddisfazione la circostanza che vede la presentazione del docufilm “Anita delle Amazzoni” dedicato a una figura tra le più iconiche del circo italiano come Anita Gambarutti Orfei, in occasione delle “Giornate degli Autori” della Mostra del Cinema di Venezia. La soddisfazione è ancora maggiore se pensiamo che quest’opera –e la presentazione in questa sede prestigiosa- sono dovute al poliedrico talento di autentico appassionato dell’Amico Roberto Bianchin, giornalista e molto altro, storico componente del Club Amici del Circo che ho l’onore di presiedere. La sobria regia è firmata da Piero Fontana mentre le musiche sono da ascrivere a un’altra figura di rilievo del nostro panorama circense, ovvero Paride Orfei, figlio di Anita e del celebre Nando nazionale. Questo fattore apporta un’ulteriore nota di unicità a questa produzione. Non possiamo che complimentarci con Roberto Bianchin e augurarci che questa operazione costituisca un passo verso la (ri)collocazione dell’arte circense al posto che le spetta”.

WhatsApp Image 2026 09 06 at 213148 2Alla proiezione è seguito un festoso rinfresco nei giardini della Sala Laguna con i graziosi omaggi arrivati dall’Isola d’Elba, partner del Memoral nel progetto di “Cirque Napoleon” nei luoghi dell’avventura napoleonico, come la celebre “Torta Napoleonica” inviata dal Sindaco di Portoferraio, Tiziano Nocentini, e i vini pregiati di Antonio Arrighi. La giornata si è conclusa all’Italian Pavillion della Mostra del Cinema con un incontro degli autori e della famiglia Orfei con la sottosegretaria alla cultura Lucia Borgonzoni, il Presidente di Cinecittà Antonio Saccone, e la Presidente dell’Associazione Produttori Audiovisivi, Chiara Sbarigia.