di Vittorio Marini
In questa carrellata riguardante il Circo Cesare Togni non possiamo dimenticare, ritornando indietro nel tempo, quella festa del circo, della televisione e del teatro, organizzata per il terzo anno consecutivo, a Milano da Pino Correnti del Circus Club Italia, che nel febbraio 1976 fu ispirata a Sandokan. Fu Alex Togni, che per l’occasione fu insignito del ruolo di “Re della Malesia”, a dirigere la grande parata di Sandokan che, nella seconda parte dello spettacolo, vedeva scendere in pista, accanto agli artisti circensi, anche gli attori della televisione e del teatro milanese.
Bello leggere il commento di quella serata di un giornalista milanese che così scriveva: “Il caro, vecchio circo la vince sempre. Puoi metterlo a confronto con altri mondi dello spettacolo, puoi paragonare visivamente i suoi uomini e le sue donne, eterni vagabondi prigionieri di un sogno di bellezza, di forza, di agilità, di stile, con i personaggi del cinema, della Tv, del teatro, e alla fine ti accorgi che la semplicissima macchina continua a funzionare, senza celebralismi e con una spontaneità che coinvolge.
Nella lunga parata sono sfilati accanto alla gente del circo di Cesare Togni, tanti attori: un carosello di celebrità che sono tuttavia rimaste ai margini del vero grande spettacolo circense. Hanno improvvisato e ben presto hanno ceduto il campo agli altri, i circensi, che sotto il tendone si trasformano in semidei. Il pubblico ha premiato tutti con applausi caldi, spontanei, come si sentono qualche volta in teatro dopo una grande rappresentazione e sempre al circo, mondo di favola che non ha bisogno di parole per comunicare.”
Qualche anno fa fu pubblicato un bellissimo libro per illustrare le tappe della vita circense di Cesare Togni. Un libro fotografico a cura di Alex Togni, Roberto Goffi e Mauro Avenoso dal titolo: “Cesare Togni – le immagini raccontano”, che vi invito a ricercare.
Tante occasioni per ricordare ai giovani, Cesare Togni e il suo circo. Tanti momenti che ebbi la soddisfazione di ricordare, durante l’ultimo incontro con Cesare, un pomeriggio, seduti al bar del Circo Americano, dove si esibiva la sua famiglia dopo la chiusura del suo circo e qualche mese prima della sua dipartita. Lo salutai, ricordammo i bei tempi “andati” del circo italiano e mi congratulai con lui per tutto il suo lavoro di una vita “circense”. Fui felice vederlo sorridente e soddisfatto; benevolmente inorgoglito, chiamò a sé la signora che ultimamente si prendeva cura di lui, invitandola ad ascoltare le mie parole.
Nel 2008, alla sua morte, Cesare Togni fu ricordato con un breve scritto, come personaggio dell’anno, anche dalle pagine di Famiglia Cristiana: “Il signore incontrastato del circo che ha inventato la tripla piroetta al trapezio ed esportato negli U.S.A. e nel mondo, il circo che porta il nome di famiglia.”