di Ettore Paladino
Elisabetta è figlia di Elio, uno dei cinque fratelli Bizzarro che hanno portato avanti il circo Città di Roma per tre decenni, facendone uno dei complessi più importanti d’Italia. Tutti sono stati addestratori, e Rina ( recentemente scomparsa e di cui abbiamo parlato) di leoni. Elisabetta è molto interessata al lavoro della zia e soprattutto al suo rapporto con i leoni. Come racconta lei stessa, sin da bambina ha avuto la possibilità di avere contatti ravvicinati con questi animali. Giocava con i leoncini piccoli, li allattava col biberon. E vedeva con quanta pazienza e passione la zia addestrava i leoni, costruendo con loro un rapporto di fiducia e di rispetto.
Così, dopo aver presentato un numero di acrobatica con i giovani figli, e i rettili con il marito Walter Martini, si dedica a tempo pieno ai grandi felini. A tempo pieno perché il suo non è solo un lavoro di addestramento e presentazione in pubblico, ma una vita insieme ai suoi animali.
Purtroppo non ho avuto occasione di vedere Elisabetta dal vivo, ma dai video e da come ne parla è ben evidente l’approccio al suo lavoro, anzi della sua concezione di vita insieme agli animali. Già, perché , come lei dice, prima di lavorarci, devi vivere insieme con i tuoi animali. Accudirli sin da piccoli, condividere gli spazi. Fino a che si può, tenere i cuccioli in carovana; e poi trascorrere molto tempo in gabbia. Con un misto di gioco e di lavoro. Cerco di riassumere alcuni concetti, da lei stessa spiegati, su cui si basa il suo approccio con leoni e tigri.
Bisogna che l’animale abbia molta fiducia in te; per questo c’è bisogno di contatto fra uomo e animale. Se l’animale non ha fiducia in te non risponde agli stimoli che gli dai per eseguire i vari esercizi. La ricompensa non è solo il premio immediato per aver eseguito l’ordine, ma un mezzo per rafforzare la sua fiducia in te. Non cercare nell’addestramento di far fare nulla di diverso da quello che fanno in natura; i movimenti devono essere quelli naturali, soltanto saranno eseguiti in risposta a un tuo comando.
Per citare le sue parole : “Offro al pubblico la semplicità di un rapporto rispettoso e genuino; per questo nel mio numero non compaiono esercizi “classici” come la piramide o i salti. Non perché creino problemi agli animali, ma perché il pubblico può percepirli come costrizioni . Per lo stesso motivo preferisco esibirmi con gruppi poco numerosi, perché così esalta di più il rapporto diretto fra addestratore e animali”.
La sua carriera artistica come domatrice inizia nel 2011, e già l’anno successivo partecipa fuori concorso al Festival di Latina. Di questa esibizione ho viso il video completo, e mi ha lasciato uno splendido ricordo. Poi lavora in molti circhi, a scrittura o in società con i proprietari. Nel 2022 nasce l’insegna di “ Circo Città di Roma di Elisabetta Bizzarro”.
A margine del suo curriculum prettamente artistico, indimenticabile la sua presenza all’udienza pontificia del dicembre 2012. Si avvicina alla poltrona del Papa con un leoncino in braccio; Benedetto XVI,grande amante dei felini, infrange il protocollo, si alza e scende i gradini per accarezzare il cucciolo. E questo leoncino riceverà il nome di Benedetto!
Elisabetta Bizzarro è un esempio lampante di come si possa far convivere animali cosiddetti feroci e uomini. Da parte dell’uomo ci vuole passione, amore , gioia di vivere questo contatto. Ed Elisabetta esprime questa gioia, per tutta la durata del suo numero, nella maniera più semplice e più bella che ci sia: il sorriso !