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di Vittorio Marini

E’ sempre più frequente assistere a spettacoli circensi dove il presentatore non “esiste”.  Gli artisti entrano in pista senza alcuna presentazione, eseguono il loro numero, nessuno fa notare i loro “spilli”, anche i più importanti e rischiosi, escono fra gli applausi, dovuti, del pubblico, nel più completo anonimato. Prassi molto in uso all’estero e che si sta diffondendo sempre più anche il Italia. A volte capita che qualcuno sostituisce il presentatore, almeno nella presentazione degli artisti, ma tutto da dietro le quinte.

Ho assistito tempo fa, all’estero, ad uno spettacolo molto bello con artisti “super” ma haimé abbandonati a loro stessi nel più completo anonimato, senza un programma che ne riportasse almeno il loro nome.

E pensare che negli anni settanta il presentatore era considerato un elemento importante e indispensabile per la valorizzazione di tutto lo spettacolo e lo testimonia un articolo di Giuseppe Rivarola tratto da CIRCO 1975:

“Sempre più nei circhi italiani si sta dando importanza e risalto al presentatore; se ne comprende, ed apprezza, l’importanza. Non è più concepibile che un qualsiasi artista, solo perché momentaneamente libero e nei pressi del rideau, possa “dire due parole” al microfono.”

Nel circo dell’ottocento il presentatore veniva denominato “Monsieur Loyal”, colui che assolveva il compito di capo-pista, cioè un personaggio che aveva parecchie mansioni da compiere, come la sorveglianza dell’entrata in pista degli artisti, il regolare svolgimento dei numeri in programma, il dare la battuta al clown durante lo svolgimento delle entrate comiche e dare il segnale degli applausi destinati a coronare il lavoro degli artisti.

La figura del “Monsieur Loyal” la portò, per primo, un membro della famiglia Loyal, Gougou, nato nel 1853, cavallerizzo e acrobata, che all’età di venticinque anni presentava un numero di maiali ammaestrati, gridando ai suoi “allievi”: “correte, galoppate, trottate e soprattutto non lavorate come dei maiali!”. Dalla dinastia dei Loyal discesero cavallerizzi, acrobati, saltatori, tra i quali Georges che al termine della sua carriera di cavallerizzo assunse la funzione di “regista di pista” al Circo Metropole -Cirque de Paris- e la condusse così onorevolmente che il suo nome, Loyale divenne sinonimo di una importante funzione.

Il nostro Monsieur Loyal per antonomasia fu Roland Sollath del Circo Americano Togni: era un capitano marittimo, conosceva varie lingue, bell’uomo, aspetto imponente, simpaticissimo. Soprannominato “Mister Gooo” per il suo triplice grido “Gooo, Gooo, Gooo”, pronunciato, gridato, urlato con tutto il fiato per coinvolgere il pubblico nell’applauso finale.

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E così, nel 1975, continuava Rivarola: “Se il Circo Americano ha un poderoso “mister Gooo” ovvero Roland Sollath, il Circo sul Ghiaccio il compito Walter Nones e l’eccellente Dario Gottani, il Circo Medrano lo spontaneo e comunicativo Eugenio Larible, che si

334335alterna al microfono con il nipote Elio, figlio di Leonida Casartelli, il circo Darix Togni, Otello Bacci, mentre Holer Togni svolge questa mansione, intelligentemente, nel circo di proprietà, il circo delle Mille e una Notte ha Vanes Carpi: un presentatore che consensi ha già riscosso anni fa al circo di Darix e da qualche tempo è il “titolare” nel complesso di Liana, Nando e Rinaldo Orfei, coadiuvato a volte da Amleto Cagna. Dotato di una parola calda, di una dizione perfetta, ha il dono di dare il giusto risalto ad ogni numero, senza ricorrere ad iperboli. Sa sottolineare le difficoltà delle varie attrazioni fornendo, in tal modo, al pubblico istruttive delucidazioni che vanno a vantaggio di una approfondita conoscenza dello spettacolo circense.”

Forse, ancora oggi, si dovrebbe imparare da queste parole, al di là delle disponibilità e delle convenienze………L’intero spettacolo senz’altro ne guadagnerebbe!