di Ettore Paladino
Stefano porta un cognome che in Italia è diffusissimo, quasi a indicare l’italiano “tipo”. Ma in ambito circense Rossi è un cognome legato a una famiglia importante. In particolare, i fratelli Gianni e Vladi, con le rispettive famiglie, hanno dato vita a circhi che, pur non rientrando fra i grossi complessi, si sono guadagnati una meritata fama per la ricchezza e la qualità dei loro spettacoli.
Stefano è figlio di Gianni Rossi e Maria-José Farina. Il padre è un artista eclettico, acrobata, giocoliere e clown musicale. I fratelli Rossi vengono scritturati presso il Circus on Ice di Walter e Moira, là dove presentano la loro entrata musicale, sulla pista di ghiaccio. È qui che nasce Stefano, nel 1976.
Come tutti i giovani circensi, da bambino riceve una formazione generica sulle varie discipline. I Rossi, nel frattempo, in società con Dino Zucchetto, hanno aperto il “Circo di Francia”; un complesso che nei primi anni ’80 si procura un’ottima e meritata reputazione. Ci sono anche animali, cavalli, un elefante, e numeri di gabbia, scritturati o dello zio Fabrice Farina, fratello della madre.
Nel 1990 Ugo de Rocchi regala un numero di tigri a Gianni Rossi, che lo prende in mano, lo presenta al pubblico e lo arricchisce aggiungendo anche nuovi esemplari. Stefano si appassiona, collabora e impara col padre, e alla fine del 1994 debutta ufficialmente con un numero di 9 tigri.
L’anno dopo deve partire per svolgere il servizio militare. Grazie alla comprensione del suo comandante di caserma, riesce a tornare spesso al circo per mantenere il contatto con le sue tigri e presentarle al pubblico. C’è una tigre che ha problemi di movimento, di artrosi, e più sta ferma e più peggiora. Stefano informa il comandante di questo problema, e lui stesso gli suggerisce di farsi rilasciare da un veterinario un’apposita certificazione, in base a cui lui potrebbe esonerarlo dal servizio di leva. E con un po’ di giri di telefonate vengo contattato proprio io, che ho così l’occasione di conoscere direttamente i Rossi, e poter dar loro questo aiuto. Per farmi vedere come si muove la tigre Stefano la porta in pista al guinzaglio e la fa camminare vicino a me senza nessun problema. Risalta subito il rapporto assolutamente rilassato fra animale e addestratore. Aspetto che risalta bene nelle sue esibizioni in pista, con un atteggiamento sempre tranquillo e sorridente.
Così Stefano continua l’attività con il circo di famiglia, da solo o in società con altri complessi come, nel 1998, con il circo di Cesare Togni. Il circo della famiglia Rossi chiuderà nel 2008, ma Stefano col suo numero trova facilmente scritture in circhi importanti, come Lidia Togni e in complessi della famiglia Martini.
Nel 2003 Stefano ha sposato un’artista rumena, Claudia Cotuna, acrobata, che si appassiona anche lei ai felini, aiuta il marito e spesso lo sostituisce in gabbia. Io ho avuto modo di vederla qui a Bergamo nell’estate del 2012, presso il circo dei fratelli Attilio ed Emidio Bellucci.
Stefano attualmente lavoro presso il circo di Darix Martini.
Quella di Stefano è un’altra storia interessante nel mondo dei “domatori”. Una storia che non deriva da tradizioni familiari o da necessità di spettacolo. Ma da una passione che nasce per la voglia e il piacere di instaurare un contatto con gli animali. Animali che sicuramente possono essere pericolosi, come le tigri. Ma che sono molto affascinanti e che, se ci si approccia nella giusta maniera, possono regalare tante soddisfazioni.




