di Ettore Paladino
Stavolta voglio parlare di un artista che non ha niente a che fare con gli animali.
Si tratta di un certo Ralf Bialla, austriaco, nato nel 1924. Di lui conservo un articolo pubblicato sul settimanale “Oggi” nel 1974 (purtroppo nelle pagine conservate non c’è nessun riferimento al numero della rivista), a firma di una tale Helga Kamaz, corrispondente estera.
Bialla fa l’artista in un circo, e a pieno diritto si può classificare nell’ambito dei “numeri da brivido”. In che consiste il suo numero? Semplice, a dirsi.
Uno spettatore gli spara in bocca con un fucile a proiettile calibro 22, e lui ferma il proiettile con i denti. Ovviamente ci sono dei particolari importanti. Bialla è posizionato a soli quattro metri dal fucile, che spara il proiettile a una velocità di 207 metri al secondo. Il proiettile però attraversa una lastra di vetro che ne rallenta sensibilmente la velocità, così che lui può fermarlo con i denti. A sua protezione indossa due guanti speciali, in grado di fermare il proiettile, con cui si protegge gola e fronte. Bialla dispone poi di un paio di occhiali a fortissimo ingrandimento, ed è dotato di una dentiera speciale a prova di proiettile (dal costo di 5000 $, riferito al 1974).
Non è l’unico ad aver fatto un numero del genere, ma, a quanto racconta lui stesso, sono morti tutti sul lavoro, tranne un certo Robert Houdin, morto di vecchiaia nel 1856 (mi chiedo però come facesse nella prima metà dell’ ‘800 ad essere dotato di adeguati dispositivi di protezione).
Bialla invece non ha mai rischiato gravemente sul lavoro, ma è stato vicinissimo alla morte per un infarto. Ovviamente proibizione medica di continuare a presentare quel numero. Ma non ci è riuscito, ha ricominciato ad esibirsi perché, parole sue, “ senza il mio pubblico mi sentivo morire. E allora tanto valeva ritornare sotto il tendone del circo”.
Come sempre in queste situazioni c’è una figura nell’ombra, ma molto importante. E’ la moglie, che lo ha conosciuto che già si esibiva ed ha accettato di condividere questa realtà. Anche se, ovviamente, vive tutti i giorni con la paura. Però sa che senza il suo lavoro Ralf sarebbe perso.
Volevo raccontarvi di questo artista perché , a parte l’articolo che citavo, non ho mai letto o sentito di altro su di lui. Se qualcuno ne ha altre notizie o conosce altri artisti del genere sarebbe interessante parlarne.
Articolo e foto tratti dalla rivista Oggi del 1974





