di Vittorio Marini
“Il 4 ottobre 1959 l’elefantessa Mary del Circo Orfei, sfuggì a Milano al suo guardiano, Luigi Zoppè, e, dopo aver sfondato il portone di Sant’Ambrogio a Nemus nel quartiere Sempione, entrò nella chiesetta mentre il sacerdote celebrava la Messa. Si può immaginare lo spavento dei fedeli. Una donna anziana svenne, un’altra fu colta da collasso e dovette essere portata all’ospedale, alcuni bambini rimasero contusi, mentre i chierichetti, lesti come cerbiatti, si rifugiavano in un vicino convento. Dopo aver gironzolato per la chiesa deserta, Mary ritornò sui suoi passi e fattasi sul sagrato non vi fu mezzo per ore ed ore di farla muovere; solo a sera inoltrata Mary tornò a divenire docile e a ubbidire al suo guardiano.
L’elefantessa però non era nuova a tali prodezze. In un paesino del Veneto aveva devastato un camion di cocomeri mangiandone una ventina e trastullandosi a mandare all’aria il rimanente e a schiacciarlo sotto i piedi;
a Roma aveva sfasciato una botte di vino dei Castelli bevendone un ettolitro; presso San Remo s’era scolata una trentina di litri di infuso di cannella per la preparazione del rhum, rimanendo ubriaca per due giorni; sul lago di Garda, spaventata da un motoscafo, si era buttata in acqua rimanendovi un giorno e una notte. Il guardiano disse che quella volta, aveva creduto che si fosse annegata; viceversa essa nuotava sott’acqua e solo ogni tanto affiorava con la proboscide per prendere aria. Luigi Zoppè disse che “in verità, non ha mai fatto male a nessuno¸ è una pazzerellona innocua, che odia i rumori e i cavalli, e ama i cani e i bambini”.
Luigi Zoppè con la sorella Alba, presentava l’elefantessa Mary al circo Orlando Orfei. Di Mary sovente si occupava la cronaca, poichè, durante gli spostamenti del circo, fuggiva e, ghiotta di verdura, metteva a soqquadro i negozi dei fruttivendoli.
Luigi Zoppè apparteneva ad una delle più antiche dinastie del circo italiano. Suo zio era Albertino Zoppè, famoso cavallerizzo del Circo Ringling Barnum, numero di centro del film di Cecile De Mille, “Il più grande spettacolo del mondo”.
Luigi e la sorella Alba erano equilibristi al bilancino aereo, sospeso a quindici metri dal suolo. Ma il 2 gennaio 1961, al Festival Mondiale del Circo di Barcellona, per la rottura della scaletta che li portava al loro attrezzo di lavoro, caddero, piombando in pista e riportando varie fratture. Dovettero abbandonare il loro lavoro di acrobati, passando poi al Luna Park.
(Copertina della DOMENICA del CORRIERE del 18 ottobre 1959 - Disegno di Walter Molino)
Archivio personale di Vittorio Marini