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di Ettore Paladino
Grazie all’amico Roberto Rossanigo abbiamo ancora un articolo sul circo pubblicato su Topolino ( nr.1187 del 1978).
Stavolta si parla dei tre fratelli Nando, Rinaldo e Liana Orfei; il servizio non è fatto al circo, ma presso il quartiere invernale di Carpi. In realtà loro non lo chiamano così, ma piuttosto “i capannoni” o “la casa grande”, come preferisce Liana.
di Francesco Mocellin
Il titolo della produzione invernale 2025/26 in cartellone al Krone-Bau fino al 12 aprile è il motto “Ich, Du, Wir Krone” a significare la forte connessione di tutti gli artisti, dello staff e financo degli animali col territorio della Baviera e non solo che ha sempre sostenuto l’insegna del colosso tedesco nonché il legame speciale – una vera e propria liaison sentimentale - tra la pista del Bau di Marsstrasse e il suo fedelissimo pubblico.
Anche questa volta i numeri hanno dato ragione alla direzione di Jana Mandana Lacey-Krone e Martin Lacey jr. – in linea con il solco tracciato di Christel Sembach Krone – che hanno offerto un programma di assoluto rispetto in grado di richiamare l’audience per oltre tre mesi e mezzo, senza dimenticare le tre diverse produzioni natalizie riservate alle città di Wurzburg, Rosenheim e Ingolstadt che hanno riscosso altrettanti successi.
Messaggio di Peter Fekete, direttore del Capital Circus di Budapest, in occasione della Giornata Mondiale del Circo.
Il cerchio del circo: un’aureola posata a terra
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Il prossimo 18 aprile si celebrerà la 16° edizione della “Giornata Mondiale del Circo”, evento ideato dalla Federation Mondiale du Cirque con lo scopo di promuovere l’arte circense sotto ogni forma e in ogni angolo del pianeta.
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Il clown Carillon, nome d’arte di Paolo Casanova, sarà tra i protagonisti della prima puntata di Dalla Strada al Palco, in onda venerdì 10 aprile 2026 in prima serata su Rai 1. Una presenza significativa per il mondo del circo, che trova spazio in uno dei principali programmi di intrattenimento della televisione italiana.
Il programma torna con una nuova formula in versione “Special”, senza un conduttore unico ma con una giuria composta da Carlo Conti, Mara Venier, Bianca Guaccero e Nino Frassica, affiancati da una giuria di bambini e dalla presenza di ospiti speciali, i cosiddetti “passanti importanti”. In ciascuna delle sei puntate artisti di strada si esibiranno sul palco televisivo raccontando il proprio percorso artistico e personale, con l’obiettivo di conquistare il pubblico e la giuria.
Carillon è un clown dallo stile fortemente riconoscibile, basato su una dimensione visiva ed emotiva che supera la parola. Le sue esibizioni si distinguono per un linguaggio scenico essenziale, capace di evocare atmosfere sospese tra realtà e immaginazione, grazie anche all’utilizzo di oggetti e macchinari scenici originali. Il suo personaggio, delicato e poetico, costruisce un dialogo diretto con il pubblico attraverso gesti, ritmo e suggestioni visive.
Leggi tutto: Carillon incanta Rai1: il clown tra i protagonisti di “Dalla Strada al Palco”
di Vittorio Marini
Ketty Jarz appartiene alla più celebre dinastia di volanti che il circo italiano abbia mai prodotto, una famiglia che, pur dedicandosi anche ad altre specializzazioni circensi, ha fatto dei volanti il fulcro del suo lavoro sulle piste di tutta Europa. Avevano “il tempo” nel sangue, come si disse, che consentiva loro un affiatamento con gli attrezzi davvero rimarchevole.
Alla grande famiglia del circo, ai nostri Amici del Club, ai circensi, al pubblico e a tutti coloro che vivono e amano questo mondo unico, giungano i nostri più sinceri auguri di una Pasqua serena.
di Gino Rossi
C’è un filo sottile – e sorprendentemente antico – che lega il mondo del circo alla magia dei libri animati. Lo si scopre visitando la mostra “Sempre allegri, Bambini!”, dedicata a Lothar Meggendorfer, ospitata al Pop-App Museum di Palazzo Barolo a Torino.
Leggi tutto: Libri in movimento: il circo di carta di Lothar Meggendorfer al Pop-App Museum
di Ettore Paladino
Emilien Beautour (in arte Taras Bulba) con la famiglia. Al centro Alfred BeautourBeautour è un nome importante nella storia del circo francese, in quanto si hanno testimonianze di artisti di piazza che si esibivano ancor prima della nascita “ufficiale” del circo. Molti sono stati addestratori di animali, feroci e non.
Alfred è figlio e nipote di domatori; lo zio, che porta il suo stesso nome, ha lavorato per molti anni con i leopardi, mentre il padre Emilien con le tigri. Emilien aveva scelto uno stile tutto suo, il nome d’arte Taras Bulba, un look “tartaro”, con costumi orientali, cranio rasato e baffoni, torso nudo, e una presentazione del numero dinamica, a voce alta e atteggiamento imperioso nei confronti delle tigri.
Alfred, il primo dei due figli, è sin da piccolo interessato agli animali tutti, ma in particolare ai felini. Il suo carattere lo porta però a cercare un altro approccio, basato sulla comprensione e sull’intesa, più che sull’autorità. In questo impara molto dalla madre, Josephine, che era già la “spalla silenziosa” del marito. Lei, infatti, osservava sempre le tigri, i loro comportamenti, il loro carattere, e dava consigli preziosi al marito sul modo di trattare i diversi soggetti.
Leggi tutto: Alfred Beautour, gli animali si devono divertire