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Mi chiamo Elio Bartolato e la mia passione per il modellismo circense nasce dalla mia passione per il circo.
Dopo un primo tentativo non riuscito intorno ai 15 anni, nei primi anni 2000 vengo a conoscenza del sito Circusfans. Visitando la sezione dedicata ai modellini, riscopro la voglia di cimentarmi nuovamente nella realizzazione di un modellino circense.
La vendita all’asta delle belve del circo Schneider a Napoli.
di Vittorio Marini
A conclusione di questo racconto, senz’altro incompleto, di fatti, aneddoti e spettacoli del Circo di Cesare Togni, non potevamo tralasciare colui che ne è stato il capostipite: Ugo Togni, uno dei vecchi e gloriosi pilastri del Circo Togni, penultimo degli otto figli di Aristide e Teresa De Bianchi. Ugo Togni è stato uno degli artefici principali del successo della illustre dinastia circense italiana. Entrò in pista a sei anni per eseguire qualche flic-flac e qualche rondata, durante lo charivari con i fratelli maggiori Riccardo ed Ercole. Artista eclettico è stato contorsionista, acrobata, pertichista, cavallerizzo, domatore di orsi e leoni, clown, trapezista; un uomo di circo esemplare che non ha mai abbandonato, anche per un solo giorno, il lavoro e la famiglia.
A vent’anni aveva conquistato l’arte stupenda del cavallerizzo. A ventitrè sposa la cugina Anna De Bianchi, brava cavallerizza, la quale confessava che l’audacia di Ugo le faceva paura: “Mi faceva andare, a farfalla, fin sulla testa degli spettatori della prima fila, tenendomi per un solo braccio.”
di Ettore Paladino
Giancarlo FranchettiIl circo italiano vanta due famiglie Franchetti. Quella cui si riferiscono i due nomi di sopra origina da Carlo Franchetti, nonno di Giancarlo, che alla fine dell’‘800 sposa una circense. Giancarlo inizia la sua carriera di artista come acrobata e cavallerizzo, per passare poi all’addestramento e presentazione dei felini, specialità cui si dedica per circa trenta anni.
Lavora in Spagna dieci anni, dal 1960 al 1970. Come domatore si presenta con uno stile tradizionale per quel periodo, un’espressione un po’ seriosa e quasi di sfida con gli animali (leoni). Presenta esercizi particolari come la testa nelle fauci di un leone e un giro di pista con un leone (maschio!) sulle spalle.
Leggi tutto: GIANCARLO ED ALEX FRANCHETTI, domatori fra Italia e Spagna
Il Club Amici del Circo celebra con affetto il compleanno di Paride Orfei, che oggi compie 63 anni.
di Francesco Farnè
A proposito di artisti che si cimentano anche nella scrittura, vi presento oggi Fabio Corallini, in arte Matisse: clown, attore teatrale, artista di strada e sassofonista. Nel 1994 si è esibito anche come clown nel programma del Golden Circus Festival di Liana Orfei.
Leggi tutto: “Quella volta che... 99 aneddoti della vita di un clown”
di Vittorio Marini
Ho letto lo scritto del nostro Presidente Mocellin: “Historico Raluy, un circo dalle molte anime”. È stato come aprire l’album dei ricordi e ritornare a quegli anni sessanta quando i Raluy si esibivano al Circo di Moira Orfei. I manifesti che avevano tappezzato i muri della città pubblicizzavano l’esibizione dei Raluy che, oltre al numero comico alle barre fisse, si esibivano nel fuori programma durante l’intervallo: “Due missili umani lanciati da un cannone”.
Una vita dedicata alla pista e alla storia del circo
Il mondo del circo perde una delle sue figure più luminose. Con la scomparsa di Émilien Bouglione se ne va non solo il decano di una delle più grandi dinastie circensi europee, ma anche un uomo che ha incarnato con eleganza, passione e generosità l’anima stessa del circo.
Nato il 20 luglio a Coulommiers, nella carovana dei suoi genitori Rosa e Joseph Bouglione, che hanno legato il loro nome alla storia del Cirque d’Hiver, Émilien era destinato fin dall’inizio a vivere sotto il segno della pista. Cresciuto nella grande tradizione della famiglia Bouglione, è stato negli anni un cavaliere straordinario, un artista completo e un custode instancabile della memoria del circo.
di Francesco Mocellin
Il nome Raluy è legato indissolubilmente alla storia nobile del circo iberico ed europeo. La Famiglia di Luis – che aveva costruito da sé nel dopoguerra il cannone con cui si faceva “sparare” come proiettile – ha fatto parte dei programmi delle principali imprese circensi continentali e non solo con i numeri di sbarre fisse e dell’“uomo cannone”: negli anni ’60 li ricordiamo in Italia, da Moira Orfei, dove Luis presentava il celebre triplo salto mortale con l’automobile, di sua invenzione.